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Sperando di fare cosa gradita a coloro che sono all'estero, per vacanza o lavoro, e non hanno possibilità di vedere canali TV Italiani e desidera vedere l'ultimo notiziario trasmesso, alternativamente potete veder l'ultimo notiziario di .

Se invece siete appassionati di Sport ecco vi il link di , ove potrete accede anche al sito della Gazzetta dello Sport.

Aggiungo il Link del programma Report (http://www.report.rai.it/default.asp), potete lasciare un commento ai temi trattati nelle serate di Rai3 (Venerdì)

G. Straforini
 


DEMOCRAZIA, QUELLA CHE NON C'è !


 

Articoli sul caro vita (Proteste dei cittadini taglieggiati da prima dell'euro e dopo ancora di più)
Siete pregati di partecipare numerosi, Grazie


Cari visitatori,
Questa sezione è dedicata al caro vita, siete pregati di contattarmi con email

Avete avuto modo di seguire la puntata di Report del 1 Ottobre ?, è stata molto interessante, hanno illustrato in modo chiaro e sintetico
come sono state gestite le privatizzazioni e la liberalizzazione del mercato
 


Quando la teoria non rispecchia la realtà. (a confronto ISTAT con adusbef)
 
L'articolo sottostante (il sole24ore) indica che i salari sono in vantaggio sull'inflazione, (siete liberi di farci una ghignata!) il fatto è che l'inflazione calcolata al 2,5% (attualmente i dati indicano al 2,1 non era così bassa dal 1996, CHE FORTUNATI CHE SIAMO !!!), rispetto il 2003 non è reale ma puramente teorica, ovvero, non si tengono conto di fattori importanti come ad esempio che l'aumento del caro vita e molto diversificato da chi abita al nord e da chi abita al Sud, come ? le spese di riscaldamento che deve sostenere un'abitante di Trento sono molto più alte di chi vive ad Enna, i costi di trasporto di chi vive in provincia sono maggiori di chi vive in città, supponiamo un pendolare che percorre 80 Km tra andata e ritorno, con gli aumenti che ci sono stati sul carburante nei primi 9 mesi e di già superiore da quello globale dichiarato dall'ISTAT, quindi i stipendi non stanno in vantaggio.
Negl'ultimi 5 anni l'erosione sui stipendi è stato notevole, lo si può dimostrare analizzando prezzi di prodotti comuni, come il pane, la farina, il vino, i carburanti di cui se ne fa un uso notevole, il servizio della nettezza urbana nel 99 la pagavo 154.000 all'anno ora mi viene fatto pagare 84 Euro a semestre. il tratto autostradale che va da Ferrara Sud a Milano Melegnano passando da Bologna (A13 - A1) costava nel 1999 14.500 Lire, in data 20-09-2004 ho pagato 12,20 Euro, vogliamo fare due conti ?, 12,2o euro sono l'equivalente di 23.622 Lire, da 14500 Lire la differenza e' di 9122 Lire, che trasformato in percentuale diventa ((100 /14500) * 9122) = 62,91 % diviso 5 anni porta ad una media del 12,58 % di aumento annuo, quanto costa di più ad una famiglia media ?, percorrenza media annuale 22.000 Km (significa che ce chi ne fa 50000 e chi ne fa' 5000, di cui metà in autostrada, ovvero 11000, ora visto che il tratto Ferrara Sud Milano Melegnano e' di 300 Km e ovvio determinare che a KM l'aumento e di 0,0157 Euro a Km (30,40 Lire) nulla !, moltiplichiamo per 11000 che fa'  172,74 Euro oltre alle 274,58 che già pagavamo nel 1999, totale 447,32 Euro per percorrere 11000 Km (se poi percorrete l'autostrada dei fiori i numeri cambiano notevolmente)
Ma non e' solo l'autostrada, Hotel hanno ritoccato le tariffe in modo esagerato, ristoranti, pizzerie, mangiare una pizza costa quasi come mangiare pesce, Lido estensi, pizzeria Saionara, antipastino, pizza, birra media, no caffé 25 Euro a cranio nel ottobre 2003! (ho smesso di andare a mangiare pizze) preferisco mangiare pesce, ma anziché andare due/tre volte al mese, vado una volta ogni quattro mesi.
Assicurazioni, nel 1999 pagai il premio annuale di 1.600.000  Lire, ora pago 1500 Euro, con 4 classi di merito in meno dal momento che non ho avuto incidenti.
 
Caro lettore se fosse vero che gl'aumenti annuali medi si siano attestati nell'ordine  del 2,7 %, perchè il crollo dei consumi e la gente ne ha sempre di meno in banca ?, i conti non tornano, se tra inflazione e aumento dei stipendi la differenza e' minima, se non addirittura irrilevante (decimali di percentuale ), perché la gente non riesce più a risparmiare, e allo stesso tempo perché acquista meno  beni, rinunciando alle vacanze, o a cambiare l'auto ?, 
Negl'anni 70 l'italiano media riusciva ad andare in ferie d'estate per circa 24 giorni, negli anni 80 per circa 20 giorni, negl'anni 90 due settimane, attualmente UNA SETTIMANA !!!, qualcuno, facendo due conti, considerando il viaggio con le code andata e ritorno, ne deduce che praticamente di vacanza vera fa TRE GIORNI e a questo punto ci rinuncia !, risparmia giorni e soldini per il periodo Natalizio, e rimane in città, va al parco, in piscina o in riva al lago a 50 Km da casa, va al mattino e torna alla sera, e per chi come me abita vicino al mare fa il pendolare, casa spiaggia e cena a casa.
A dimostrazione basta verificare come e' andata la stagione estiva, provate a chiedere a qualsiasi dei gestori di bar ristoranti ecc.. e sentite un po' le lamentele.
Cara ISTAT ma a chi volete prendere per i fondelli !, non ci crede più nessuno, ogni volta che parlano di dati ISTAT al telegiornale, su mille italiani, 943 ci fanno un ghigno se non addirittura peggio (in Ferrara e provincia, ve lo posso garantire !, augurano il peggiore dei mali a tutti i responsabili ISTAT per l'ostinazione a prenderli per i fondelli! ...).
C'è bisogno di aggiungere altro ?, cari lettori, non importa chi c'è al governo, destra, centro o sinistra, l'ISTAT ha sempre servito chi comanda in quel momento, diffondendo dati da non creare problemi a chi ci stava e a chi ci sta' governando tuttora, inoltre, come se quando già descritto non bastasse, la globalizazione e' in atto e qualcuno ha sbagliato i conti (Le multinazionali e la stragrande maggioranza delle società), a fronte di forti guadagni fatti in passato, e che gia ora sono diminuiti, in un non lontano periodo, quello che hanno guadagnato lo perderanno, non solo,ma causando destabilizzazioni sociali molto pericolose che saranno fonte di rivolte popolari se non peggio.
il lavoro si sposta in Cina, un lavoratore italiano non ha più il potere d'acquisto, lo compensa l'operaio cinese ?, col cavolo, l'italiano compra meno, il tedesco spende meno, e il cinese ... sta a guardare e non compra ciò che i primi due non stanno più acquistando, forse tra venti anni quando il suo stipendio sarà decente, ma dal momento che i mercati dei paesi ricchi stanno lentamente ma inesorabilmente collassando anche l'esportazione cinese diminuirà, e allora ?, chi acquisterà qui beni che saranno ritenuti superflui dagli occidentali ?.
Ne vedremo delle belle, con il petrolio che scarseggerà e farà schizzare il prezzo a livelli insostenibili, ne vedremo delle belle con il ritorno di venti di guerra, se qualcuno si e' illuso che in Europa non possano più esserci guerre si e' sbagliato di grosso.
 
Un passaggio notevole, dall'aumento della farina alla terza guerra mondiale, pura fantapolitica .... auguriamocelo di cuore ...che rimanga fantapolitica.
 
Giorgio Straforini
 
 
 

 

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LA STAGIONE DEI CONTRATTI
Le retribuzioni rallentano il passo
Ad agosto buste paga ferme rispetto a luglio ma in crescita del 2,6% sul 2003 - I salari continuano a mantenere un vantaggio sull’inflazione - Nei primi otto mesi l’incremento è stato del 2,9% - Trasporti, commercio e servizi guidano i rialzi. In coda il credito
Di  ELIO PAGNOTTA e SERENA UCCELLO

Dopo un trimestre saldamente agganciato al di sopra del 3%, le retribuzioni tornano a raffreddarsi lievemente, anche se crescono su ritmi più sostenuti rispetto all’inflazione. Secondo i dati diffusi dall’Istat in agosto, infatti, le buste paga sono cresciute del 2,6% su base annua, un incremento che è il più contenuto dall’inizio dell’anno in corso. Salari e stipendi conservano in ogni caso il margine che avevano acquisito nel corso del 2004 sulla dinamica dei prezzi al consumo (+2,5%, sempre in agosto, se misurata attraverso l’indice dei prezzi al consumo per operai e impiegati). Un vantaggio che in termini reali si azzera quasi del tutto, pur permettendo ai consumi di non perdere terreno sull’inflazione. Rispetto a luglio comunque le retribuzioni non hanno fatto registrare alcuna variazione.
Numeri che però nel complesso non impediscono al bilancio parziale del 2004 di mettere a segno un buon miglioramento rispetto alla situazione 2003. Nei primi otto mesi dell’anno l’aumento delle retribuzioni è infatti salito al 2,9% rispetto allo stesso periodo del 2003. Un passo che molto probabilmente potrebbe essere mantenuto con correzioni marginali fino alla fine del 2004. Stando ai contratti in vigore alla fine di agosto, secondo l’Istat le retribuzioni hanno già acquisito per l’intero anno una crescita del 2,8%, alcuni decimi di punto al di sopra della cosiddetta inflazione programmata (mentre quella reale potrebbe superare il tetto del 2%). C’è da tener presente che alla fine di agosto erano ancora in attesa di rinnovo 31 accordi collettivi nazionali (che interessano complessivamente circa 3,9 milioni di dipendenti).
In agosto intanto sono stati ancora una volta gli addetti ai trasporti, con un incremento del 4%, a beneficiare della crescita più sostenuta. Seguono il commercio e i servizi privati, entrambi col 2,9%, e l’industria col 2,6 per cento. Sotto l’inflazione la crescita in altri settori, soprattutto nell’agricoltura (+0,2%), nel credito (+1,6%) e nella pubblica amministrazione (+2,2%). Nel settore manifatturiero la crescita delle buste paga pari al 2,2%, con variazioni che vanno da un massimo del 3,3% per gli addetti a gomma e plastica a un minimo dell’1,7% per la metalmeccanica.
Sempre secondo l’Istat tra il gennaio 2001 e l’agosto 2004 l’attesa media per il rinnovo dei contratti nazionali è stata di 11,5 mesi, con una punta di 21,4 mesi per la pubblica amministrazione.
Il Governo, con il sottosegretario del Welfare Maurizio Sacconi, si dice soddisfatto delle indicazioni provenienti dall’Istat: «I dati sulle retribuzioni confermano, in termini scientificamente inoppugnabili, un andamento medio complessivo superiore all’inflazione», afferma Sacconi, sottolineando come si debba «guardare a modelli contrattuali che, ancorando nelle aziende e nei territori i salari e la produttività, concorrano a una migliore soddisfazione di lavoratori e imprese».
Per i sindacati, invece, «il dato di agosto conferma la perdita di potere d’acquisto delle retribuzioni quando non intervenga un rinnovo di un contratto nazionale», spiega il segretario confederale della Cgil, Marigia Maulucci. Per il segretario confederale della Cisl, Raffaele Bonanni, l’Italia è «in emergenza redditi bassi per lavoratori e pensionati. Lo dimostra l’intervento del Governo sul fronte dei prezzi». Non crede assolutamente ai dati dell’Istat la Uil: «L’incremento del 2,6% è solo ipotetico — dice il segretario generale aggiunto, Adriano Musi — Credo che vada chiarito una volta per tutte come l’Istat elabora i dati».

23 settembre 2004


Leggiamo ora cosa rispondono le varie associazione consumatori

ADUSBEF, altro articolo su carovita ADUSBEF, sulla stessa frequenza d'onda CODACONS
 


AUMENTI INGIUSTIFICATI ANCHE DAI SERVIZI STATALI.

Spesso, dalle istituzioni e dai politici, ci è stato detto che gli aumenti ingiustuficati con abuso nel cambio dalla Lira all-euro è stato commesso dalla moltitudine di attività commerciali, chi più e chi meno hanno calcato la mano apportando rincari ingiustificati.
Scusate la mia incapacità di dare una ragione logica al fatto che se si è appurato che vi sono stati detti aumenti ingiustificati, perchè a tutt'oggi tali aumenti sono ancora in vigore ?, possibile che non si possa in un mercato libero avere anche delle regole ponendo dei limiti che siano nel ragionevole senso dell'equità tra costi e guadagni ?, perchè il produttore percepisce meno di prima e i prodotti sul banco costano di più.
L'Istat attesta che mediamente l'inflazione è al 2,3% annuo, bene, ciò dovrebbe significare che almeno per i servizi pubblici anche se a pagamento, gli aumenti dovrebbero essere contenuti entro il valore inflazionistico, non è così ed ora ve lo dimostro.

Nel 1998 la commissione per eseguire un bollettino postale era di 1200 Lire.


 

Attualmente il costo di detta commissione è di 1 € 

l'incremento è del 66,66 % che su 6 anni da una media del 11.11% annuale.

Allora, due sono le ipotesi, i dati Istat sono completamente sballati oppure lo stato come i privati stanno abusando con aumenti ingiustificati, giudicate voi.


MEDIO ORIENTE TERRORISMO E ALTRE INGIUSTIZIE DAL MONDO


ABUSI E SOPRUSI DELLO STATO CONTRO IL CITTADINO


CRACK CIRIO _ PARMALAT - VARIE INFORMAZIONI


NON è ABBASTANZA CIò CHE PAGHIAMO IN AUTOSTRADA ORA VOGLIONO FARCI PAGARE IL PEDAGGIO COME USCIAMO DAL GARAGE, MA IL STRAMALEDETTO BOLLO O TASSA DI CIRCOLAZIONE CONVERTITO IN TASSA DI PROPRIETà NON ERA DOVUTO PER PAGARE LE SPESE STRADALI ?


I MONOPOLI E L'ANTITRUST


LE TASSE E I SERVIZI CHE RICEVIAMO IN CAMBIO


       
   
       
   

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